In queste settimane di lockdown si è parlato molto di affitti brevi, piattaforme per affitti brevi e la regina di queste piattaforme: Airbnb. Si è registrato un crollo delle prenotazioni. Qualcuno ha parlato di “fine di Airbnb”. D’altronde era uno dei temi caldi prima della pandemia; soprattutto in Italia dove con molto ritardo si era iniziato a discutere di impatti, ipotesi di regolamentazione, tassazione, ecc. In crisi tuttavia non è solo Airbnb, ma l’intero comparto turistico. Il “modello Airbnb” però è diverso.

Sostengo da sempre che per comprendere le ragioni del suo successo, i suoi impatti e la difficoltà di governarli, è indispensabile comprendere forme e logiche del cosiddetto capitalismo delle piattaforme. Lo stesso vale per gli effetti di questa crisi. È allora utile confrontare Airbnb con ciò che piattaforma non è, ovvero le forme più tradizionali di ricettività turistica. (…)

FONTE
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Come cambieranno le città degli affitti brevi e di Airbnb dopo la pandemia

Filippo Celata, Che-fare.com, 18 maggio 2020

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